Acquamarina

L'etimologia di questa varietà di berillo è ovvia, è il suo colore azzurro che lo rende molto simile al colore dell'acqua del mare. Al contrario dello smeraldo la quale colorazione è dovuta dalla presenza di cromo, nell'acquamarina il suo tono azzurro è dovuto alla presenza dell'ossido di ferro nella sua composizione. Le varie concentrazioni di questo elemento danno luogo a una meravigliosa gamma di delicate tonalità pastello sino al blu più profondo.

La durezza su scala Mohs ha un valore che oscilla tra 7,5 e 8.

I principali giacimenti si trovano in: Brasile, in Russia ed in Madagascar. I cristalli di acquamarina sono spesso di dimensioni notevoli e non sono rari gli esemplari di 2-3 cm di lunghezza e larghezza, puri e di ottimo colore.

Per il taglio si privilegia generalmente quello a gradini con tavola centrale ampia, sebbene vengano utilizzati anche tagli rotondi, a goccia ed a cuscino .

L'acquamarina una volta lavorata risulta essere trasparente ed eye-clean, ossia non presenta inclusioni visibili ad occhio nudo.

Il ritrovamento più importante risale al 1910, dove in Brasile nella miniera di Gerais, venne estratta una pietra di 243 libbre (110,5 kg), successivamente lavorata e tagliata in molteplici gemme per una caratura complessiva di 100.000 carati.

Secondo un'antica tradizione questa gemma avrebbe calmato  le ire del dio del mare (Poseidone), era  perciò in passato usanza,  che i marinai lanciassero in mare amuleti, che presentavano gemme di questo tipo, durante le tempeste per rabbonirsi il dio del mare e di conseguenza consentire che la tempesta cessasse.

L'acquamarina è la gemma associata alle nascite nel mese di Marzo.