Spinello

L’origine del termine spinello è incerta: probabilmente deriva da spina, con allusione alla forma dei cristalli. L’Accademia delle Scienze di Francia nel 1762 accettò il termine Spinelle per indicare questa pietra.

Si può definire come il “cugino” del Rubino (varietà rossa del minerale corindone), perché entrambi sono degli ossidi di alluminio e devono il loro colore rosso all’elemento Cromo, che è presente nella loro struttura come impurità.

Ma ci sono grosse differenze con il rubino che risulta essere una pietra birifrangente (un raggio di luce che lo attraversa, si sdoppia in due raggi luminosi, fatta eccezione per alcune direzioni), lo spinello invece è mono-rifrangente (la luce proiettata all'interno della gemma si propaga allo stesso modo in tutte le direzioni), per questo motivo è capace di mostrare una grande brillantezza, ed un colore uniforme e molto intenso.

Un altro aspetto che lo differenzia dal rubino è la sua forma grezza: lo spinello cristallizza nel sistema cubico, e la forma con cui si presenta comunemente in natura è l’ottaedro, proprio come il Diamante.

Lo spinello è presente in natura in un’ampia varietà di colori, passando dal trasparente (molto raro) al rosa, al viola, al verde, fino al rosso e blu.

La sua durezza nella Scala di Mohs equivale ad 8.

Spinelli e rubini condividono gli stessi luoghi di estrazione.

Birmania, Sri Lanka, Cambogia, Vietnam, Tanzania e Brasile sono paesi in cui queste due pietre preziose si ritrovano in rocce calcaree.

Lo spinello ed il rubino, per lungo tempo hanno condiviso lo stesso nome, in quanto non si era ancora in grado di distinguerli scientificamente gli uni dagli altri. Fu Marco Polo nella sua famosa opera ‘Il Milione’ ad usare per primo il termine balasci: gemme rosse provenienti dalla regione montuosa del Balasciam.

Il primo spinello per importanza è sicuramento la gemma denominata "Il Rubino del Principe Nero".

La sua storia comincia ancora prima del 1366 quando questa pietra scarlatta di 170 carati, quasi sicuramente proveniente dal Badakshan, era proprietà di Abu Said, emiro di Granada. Questi fu ucciso da Pietro I di Castiglia detto “il Crudele” che s’impossessò della pietra.

Arrivata in Inghilterra, la grande pietra entrò di buon diritto a far parte dei gioielli della corona di Sua Maestà Britannica. Ad oggi si trova incastonato insieme al famosissimo diamanti Cullinan II (317 carati) nella splendida State Crown che viene indossata nelle cerimonie ufficiali da Elisabetta II